Cristiano Nattero
kr1zz | 27 Novembre, 2007 05:01
Vi capita mai di sentire il dolore ma far finta di non riconoscerlo?
A volte ho più paura di perdere tempo che di soffrire e mi anestetizzo tenendo impegnata la mente ed il corpo (sono sempre in ottima forma fisica in queste situazioni). Eppure il dolore torna sempre puntuale e bisogna riconoscerlo, accettarlo, fermarsi e pagare il tributo che chiede.
Ho appena fatto un brutto sogno. Non un incubo, solo era verosimile e terribilmente triste. Ve lo risparmio, anche se non sono più riuscito a dormire; scrivo solo una considerazione che ho in testa da un po': che senza il dolore sarebbe peggio.
Il dolore fa male - che dolore sarebbe! - ma permette di iniziare a capire, è come una lente: sfoca un po' tutto ma ingrandisce i dettagli; possiamo arrivare a ingrandire persino quei nodi che ci tiriamo dietro dall'infanzia. E se non li mettiamo in discussione in questi momenti diventiamo vecchi con problemi da adolescenti.
Fa un male bastardo, arriva da lì, da dove non possiamo difenderci, e dura sempre più di quanto ci aspettiamo. Ma i maestri di arti marziali dicono che non dobbiamo temere il dolore: "presto finirà lui o finirai tu".
Credo di aver toccato il fondo ma una cosa è certa: non cedo, ho ancora qualcosa da fare qui.
Carlo | 27/11/2007, 10:57
tieni presente che il "presto" di un sesto dan non è il "presto" che potresti avere tu (o io) :)
tiziana | 28/11/2007, 12:40
"...tutte le occhiate maliziose che davi,
eran semi sparsi al vento qualcosa che perdevi,
e mi inaridivi e mi inaridivi e mi inaridivi
non sento niente no,
adesso niente no
nessun dolore,
non c'è tensione
non c'è emozione,
nessun dolore
nessun dolore, non c'è tensione
non c'è emozione, nessun dolore..." ;O)
grufolo | 03/12/2007, 18:54
che lo sforzo sia con te!
PS: quale piffero di PRNG usa l'authimage? :p
OCCASIONE vendesi laureando in ingegneria informatica, come nuovo, ottime condizioni, socievole, molto impegnato per un mondo migliore, poco incline a lavori ripetitivi ma capace di impegnarsi giorno e notte se opportunamente motivato; atletico se non infortunato, ottimo affare, solo referenziatissimi, astenersi perditempo. Rivolgersi in agenzia Rif. Cristiano Nattero scrivere a:
cristiano --DOT-- nattero -- AT -- gmail -- DOT -- com
|
Menùcerca |
| « | Novembre 2007 | » | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Lu | Ma | Me | Gi | Ve | Sa | Do |
| 1 | 2 | 3 | 4 | |||
| 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 |
| 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 |
| 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 |
| 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | ||
Re: Apologia del dolore
Luana | 27/11/2007, 10:42
Passo la vita a sentire dolore e a far finta di non riconoscerlo.
Il dolore è "utile" l'ho imparato all'università,mi hanno insegnato che i recettori del dolore, i nocicettori, ci avvertono di quando c'è qualcosa che non va.
Noi andiamo dal dottore, lui ci da la medicina e tutto torna a posto.
Il dolore fisico è semplice da combattere ma gli altri tipi di dolore non tanto.
Io penso che ognuno abbia un suo equilibrio, abbia una sua tecnica, non tutti sono pronti ad affrontare tutto e subito, spesso è necesario non pensarci per diluire in un periodo di tempo maggiore la rabbia,la frustrazione, le paure....
L'importante è non ingoiare e cancellare, che poi come dici te, il problema rimane e, nella maggior parte dei casi, si trasforma in qualcosa di più grosso.
In bocca al lupo per la risalita, è il pezzo migliore :D